Non lo accetta

Anche la persona più intelligente al mondo non lo accetta. Che cosa? Il rimprovero. 

Una persona che commette un errore, consapevole o inconsapevole, non si apre ad accettare critiche. Si tratta di una difesa alla propria persona, per paura di apparire fragile. 

Ma perché questa paura di fragilità? Da cosa deriva? 

La causa principale è il contesto, troppo competitivo e troppo oppressivo. 

Hai notato che quasi tutte le persone che incontri sono tese, concentrate sui fatti propri, all'apparenza depresse? Come mai? 

È a causa del senso di inadeguatezza che assilla questa epoca. 

Il mondo attuale, secondo l'orda comunicazionale che ci assilla tramite la televisione, la radio, i social network ed il tam tam di quanti ne sono dipendenti, sembrano incitarci ad essere più aggressivi, più appariscenti, più informati, più alla moda e più apparentemente ricchi. 

Come puoi certo immaginare tutto ciò è impossibile, ed è proprio questa impossibilità a rendere le persone cronicamente frustrate. 

Ecco allora che ci creiamo un guscio, una sorta di vestito da Superman, ma sotto c'è sempre quell'imbranato di Clark Kent. 

Se hai letto Il dottor Jeckill e Mr. Hide, capisci bene quello che ti sto dicendo. Se ci mettiamo i panni del cattivo, questa figura, all'apparenza forte e risoluta, può diventare la nostra identità. 

E sai bene la fine che ha fatto Mr. Hide. 

Ecco, oggi ci troviamo in un mondo popolato da soggetti mascherati, che vorrebbero essere se stessi, ma il sistema sociale, una specie di mostro che si auto-alimenta da sé, non glielo permette. O per meglio dire, è il soggetto che per pigrizia ci vuole rimanere dentro. 

Cos'è più facile? Fingere o essere? 

Ovviamente fingere, basta seguire il gruppo che più ti piace e ti ci nascondi dentro. 

Ma qual è il problema? 

È che non sei più in grado di ragionare con la tua testa. In queste condizioni, se qualcuno che ti vuole bene ti fa notare un punto da migliorare, tu non lo accetti, perché hai smesso di evolverti. 

Se hai una meta da raggiungere e per strada qualcuno ti fa notare che stai sbagliando direzione, tu lo ringrazi. 

Ma se sei fermo a poltrire da qualche parte e ti si dice che stai prendendo la strada dell'autodistruzione, tu ti irriti. Chi non accetta la critica è accecato da una ideologia che lo fa sentire al sicuro. Ecco perché oggi, ma anche nei tempi passati, si fa fatica ad accettare le critiche. 

La soluzione? Sempre la stessa, l'umiltà. 

Io sto usando lo stratagemma dei due euro, che elargisco a chiunque mi muove una critica e mi fa notare un difetto. Non voglio rimanere impantanato nelle trappole della società dell'apparenza, del potere e dei consumi. Perciò mi attrezzo con idee utili al mio scopo. 

Per quanto riguarda gli altri mi astengo da ogni critica, ormai ho constatato che non vengono accettate e quindi servono solo ad irritarli e renderli aggressivi nei miei confronti. Siccome ci tengo alla mia pace, a meno che non mi viene richiesto espressamente, mi tengo le mie considerazioni per me ed ognuno faccia quel che gli pare.