Strisciare o Volare?

La farfalla nasce bruco, poi ad un certo punto della sua vita, con uno sforzo immane esce dal guscio, sfodera le ali, e vola.

Tutti gli esseri viventi ad un certo punto della vita si buttano autonomamente nella propria esistenza, ad eccezione degli esseri umani.
Nella quasi totalità dei casi, nella nostra epoca, le persone rimangono confinate nella realtà in cui sono nate, imprigionate dalla piccolezza mentale, culturale ed esistenziale dei genitori. Soggetti fragili che clonano altri soggetti fragili. La cosa brutta ed allo stesso tempo patetica, è che ci atteggiamo da persone risolute, ancorandoci alla finzione che basta un lavoro, un reddito ed un clan per dare significato alla propria esistenza.
Un mondo fatto di splendidi bruchi, all'apparenza, e rarissime farfalle. Un mondo di gente infelice che si nasconde dietro all'apparenza dell'immagine, del lusso e del lifestyle, terrorizzata dallo sfoderare le proprie ali e librarsi in volo, anziché strisciare. Più concentrazione umana c'è e maggiore è la presenza di bruchi striscianti: le città, i centri commerciali, le spiagge affollate. Bruchi che si esaltano a sfoggiare i propri gusci, in gran parte ignari della maestosità delle ali che nascondono. Un nefasto contagio esistenziale che limita l'espressione vitale a gran parte del genere umano, che provoca i maggiori danni a se stessi e agli altri.

Eppure si tratta solo di una scelta, strisciare o volare. Se sei nella pace e nella gioia voli, se sei nell'esaltazione e/o nel turbamento strisci. Tutto qua.