Si offende?

Quando ero ragazzo vi era una frase che risultava fortemente offensiva, era questa: non servi a niente. Un tempo il linguaggio comune era intrinseco di significati esistenziali, possiamo dire che era educativo. Poi, con l'avvento della televisione, si è diffuso sempre di più il linguaggio che oggi domina la scena, ovvero quello ideologico e commerciale.
Fai bene attenzione, perché si tratta di un passaggio, di un cambio sostanziale, perché si è passati dal principio di servire gli altri a quello di interessarsi unicamente a se stessi.
Il risultato è una società dissestata e totalmente alla deriva valoriale, perché ciò che vale non è più sociale, ma soggettivo. 

Se il mio interesse è solo io, non mi importa di mio marito, di mia moglie e dei miei figli, mando all'aria la famiglia e faccio ciò che più mi piace.
Se il mio interesse è solo io, da politico me ne frego dei valori sociali, faccio solo ciò che mi dà potere e denaro.
Ed a seguire medici, professionisti di ogni genere, artigiani, impiegati, operai, infermieri, artisti e via continuando su tutte le categorie.

Se l'interesse è io, tu sei solo un elemento umanamente insignificante e a me utile per divertirmi, per il prestigio o il piacere sessuale, per il denaro ed il potere, per aggiustarla sempre a modo mio.

Ma c'è un ma, è sai qual è? Se ti concedi di cadere in questa trappola, la parte di te che rimane umana, a meno che non compi azioni aberranti (la Storia passata e recente c'è ne racconta), ti farà vedere allo specchio con il tuo vero volto, un cialtrone.
Perché vedi, il tuo valore sociale alimenta la parte vitale di te, il nucleo centrale, che funziona con un'unica energia: l'umanità.
Il tuo nucleo centrale si ricarica quando hai davanti a te degli occhi che ti mostrano gratitudine. Il lusso che tu ostenti ti esalta, lo confondi con la felicità, ma è un falso, è solo esaltazione. 
La stessa cosa vale per i regali che fai, più sono costosi e più spengono l'umanità, tua e di chi li riceve.

È lo spirito di servizio che ricarica il nucleo centrale, la fiducia nel prossimo, l'umanità, la gioia di vivere. Lo fai nel tuo quotidiano, nel tuo lavoro e in ogni relazione, quando ti rendi funzionale al bene comune, non unicamente a quello tuo.
Il grande problema attuale è la diseducazione allo spirito di servizio, totalmente assente nelle famiglie, nella scuola e nella società in generale. Potremmo dire che oggi i bambini ed i ragazzi sono corrotti dalle stesse famiglie, ad essere serviti e non a servire, e di conseguenza, ad essere condannati a non servire a niente. 

La soluzione? Il lavoro ed il volontariato. Ma non a venticinque, trent'anni ed oltre, a quel punto il soggetto, se è fortunato, è in cura da uno psicologo. Se è sfortunato è alla deriva lui, o lei, impegnando i servizi sociali, o peggio ancora la polizia carceraria. 

La gente oggi si offende se è ritenuta povera, se si parla di religione o di naturale identità maschile o femminile, persino se è più o meno bella di aspetto.
Invece non si offende se si chiede se è di qualche utilità al prossimo, nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. Incredibile vero?