Si conquista o si acquista?

 Tutto o quasi tutto è in vendita, anche la felicità?

C'era un personaggio televisivo che sosteneva la teoria che è meglio piangere in Rolls-Royce che in una Fiat Cinquecento. Beh, innanzitutto c'è da chiedersi il motivo per cui si piange, se le lacrime sono versate per la perdita di una persona cara mi pare non ci siano differenze, sia se si va in bicicletta che a piedi o in Ferrari. Quindi, si deduce che in realtà il denaro non allevia il dolore vero, quello che invece è in grado di anestetizzare è altro, ad esempio la frustrazione e la confusione. Anestetizzare appunto, perché non risolve, ma lo affossa coprendolo con lo svago, l'intrattenimento e l'esaltazione.

Svago, intrattenimento ed esaltazione. Il denaro si usa molto a questi scopi, ad esempio con shopping, viaggi, auto, moto, gioielli, gadget. Come ci si sente usando i soldi per queste cose? Allegri e contenti ma non felici, perché l'allegria e la contentezza sono sentimenti volubili, mentre la felicità è uno stato d'animo che si può solo conquistare e mai acquistare.

La felicità è quindi una conquista, non qualcosa che si compra online, al centro commerciale o al mercato. Ciò significa che si tratta di un impresa a volte anche eroica. L'eroismo è associato a gesta clamorose, invece i veri eroi sono coloro che riescono nelle varie vicende della vita a mantenersi fedeli ai propri valori e ideali, senza lasciarsi corrompere dal denaro e dall'influenza della massa, che prende sempre la direzione più comoda, oggi quella del qualunquismo è consumismo.

Del resto, se la felicità fosse in vendita, sicuramente sarebbe promossa dalla pubblicità e potrebbe essere acquistata in piccole rate mensili. Non ti pare?