Come puoi Scoprire Il Tuo Valore Unico

Il Valore Unico di Picasso è la pittura, ma è solo un esempio nel campo artistico, che è la fucina delle ispirazioni e della creatività. Il mondo ha bisogno di Valore in tante aree, necessita di imbianchini, medici, insegnanti, ingegneri, idraulici, meccanici, giardinieri, cuochi, parrucchieri, estetiste, architetti, avvocati, piloti e le altre infinite figure professionali competenti ed efficaci.

Il Punto su cui centrare l’attenzione è il Valore, nessuno vuole fornitori e consulenti mediocri e approssimativi, che svolgono le loro mansioni con competenze insufficienti o per il mero profitto. Vogliamo persone educate e rispettose, oneste, competenti e dedite al lavoro come una missione, la missione della loro vita.

Siamo qui per una missione, per portare avanti un progetto unico a cui soltanto noi possiamo assolvere. Di cosa si tratta? Per scoprirlo dobbiamo escludere le logiche del denaro, altrimenti cadiamo vittime del sistema economico. Da persone diventiamo strumenti, mezzi, ingranaggi che fanno funzionare dispositivi altrui.

Come insegna Picasso, lo Scopo della vita è trovare il proprio Dono, il Senso della vita è Donarlo. Qual è dunque il nostro dono e come possiamo scoprirlo?

Il modo più semplice per capire quali sono i nostri Doni Innati, è riflettere sui feedback e sui complimenti che abbiamo ricevuto in passato e che ci vengono messi in evidenza. Questo può essere un compito faticoso, in quanto la cultura sociale in cui viviamo è distorta e disfunzionale, si basa più sui rimproveri e la critica che sull’evidenziare i pregi e le virtù.
Se abbiamo difficoltà con il sistema sopra citato  aggiungiamo questo secondo metodo, chiediamo alla persona che riteniamo più amica di elencare i tre – cinque nostri punti di forza prevalenti. Scriviamo poi queste nostre virtù su un biglietto da mettere in tasca e consultiamolo più volte al giorno, soprattutto prima di metterci a letto ed appena ci svegliamo.

Perché è importante conoscere le nostra caratteristiche positive prevalenti, i nostri pregi evidenti.

La realtà soggettiva è la totale cecità di fronte ai propri punti di forza. Quelli che crediamo essere i nostri pregi, sono degli adattamenti che abbiamo effettuato su noi stessi al fine di essere accettati dal nostro contesto relazionale e sociale. Ciò comprende anche l’ambito più rilevante della nostra esistenza che è il lavoro. La quasi totalità delle persone non sceglie la professione per cui ha vocazione, ma si adatta ai voleri famigliari o a quanto richiede il mercato. Ecco perché ci ritroviamo in una società satura di derelitti istruiti, disoccupati cronici ed oltre il settanta per cento della popolazione lavorativa che dichiara di essere insoddisfatta e frustrata nella propria condizione occupazionale.

Confucio insegnava che trovare il lavoro che si ama consente di non dover lavorare un solo giorno nella propria vita. A questo proposito è interessante considerare, come il lavoro che appassiona può influenzare sia la salute che la longevità. Uno studio ha messo in evidenza che chi svolge una professione che ama continua a praticarla anche dopo la pensione, allungando mediamente la propria vita di circa dieci anni. Questa ricerca mette anche in evidenza che non si tratta di occupazioni speciali o prestigiose, ma comprende qualunque professione, dal muratore al medico, dal giardiniere all’insegnante, dall’artista all’idraulico.

Dunque è fondamentale capire il Dono di cui siamo portatori, scoprire i nostri punti di forza prevalenti può aiutarci molto in questo compito. Se ad esempio siamo portati più per le abilità manuali che intellettuali, il nostro indirizzo professionale potrebbe essere maggiormente orientato ad un mestiere come il falegname, che all’avvocato o al docente scolastico. Chiaro è che per ogni lavoro oggi è richiesto un percorso scolastico, che è fondamentale per acquisire sia le nozioni pratiche che teoriche, come ad esempio la gestione fiscale. Ma è evidente che le materie di un liceo sono ben diverse da quelle di un Istituto professionale.

La responsabilità più grande che abbiamo verso le nuove generazioni è quella di agevolare i giovani sin da bambini a comprendere e coltivare la loro vocazione innata. Solo in questo modo possiamo favorirli nel vivere un’esistenza piena ed appagante, preservando la loro gioia di vivere e la salute fisica e psichica. Pena a non assolvere a questo compito, sarà ritrovarci con generazioni di persone frustrate, improduttive e nocive sia per se stesse che per gli altri. La frustrazione ha due unici sfoghi, la depressione interiore e la violenza.

Ogni individuo adulto, oltre che la scuola e le famiglie, è chiamato a favorire i talenti degli altri. Un compito su cui allenarci è individuare i pregi altrui e farglieli notare. Entriamo in un bar e degustiamo un ottimo caffè? Complimentiamoci. Andiamo in un negozio e veniamo serviti con particolare gentilezza? Ringraziamo mettendo in evidenza questa dote. Notiamo in un bambino una particolare creatività? Prendiamoci il compito di raffinare questa attitudine. Vediamo che una persona è particolarmente ordinata? Non manchiamo di farglielo notare ogni volta che ne abbiamo la possibilità.

Il compito di scoprire i Talenti Innati nostri e degli altri dura tutta la vita, qualunque lavoro noi svolgiamo ci può essere sempre qualcosa che possiamo sviluppare in modo sorprendente. Ad esempio i fratelli Wright, gli inventori del volo aereo, di professione erano meccanici di biciclette. Einstein lavorava come impiegato in un ufficio brevetti. L’inventore del cemento armato era un semplice appassionato di botanica, che avendo bisogno di vasi di grandi dimensioni, pensò di costruirseli da solo utilizzando calcestruzzo rinforzato con una struttura di ferro all’interno. Gli occhiali bifocali, il marciapiede, il parafulmine e la stufa, sono stati inventati da un umile tipografo senza istruzione scolastica il cui nome è Benjamin Franklin, il quale divenne anche uno dei più importanti politici della sua epoca.

L’elenco delle persone che si sono distinte professionalmente, socialmente o artisticamente, che svolgevano lavori che non c’entravano nulla con ciò che di rilevante hanno fatto, è pressoché infinito. Da questo ne deriva che rari sono coloro che hanno azzeccato la via maestra della loro vita al primo, al secondo o al terzo colpo. Perlopiù si è trattato di una ricerca instancabile del significato profondo della propria esistenza, che può essere soddisfatta solamente con l’impiego delle proprie risorse uniche al fine di costituire Un Valore Sociale.